domenica 31 luglio 2011

Logun Ede


I figli di Logum Edè sono ingenui e fragili, portati per l’arte e per l’ozio, ambigui per natura, amano tutto ciò che è indefinito, sfumato, effimero, temono le decisioni drastiche e le scelte definitive, la passione e il coinvolgimento. Perennemente indecisi tra ragione e sentimento, anche sessualmente non hanno un orientamento preciso. Alcuni dicono che Logum Ede sia un Orixà metà maschio e metà femmina, in realtà la definizione più corretta è quella di una sorta di ermafrodito, una creatura priva di netta identità sessuale, tipica dell’età che precede la pubertà, in cui la pulsione verso l’uno o l’altro sesso viene vissuta in maniera indifferenziata, mancando una percezione adeguatamente strutturata della propria identità sessuale. I figli di questa divinità sono fortemente dipendenti dalla figura del padre e della madre, hanno difficoltà ad assumersi qualsiasi tipo di responsabilità, sono eterni principi che aspirano al regno senza mai ottenerlo; sono solitamente efebici ed eleganti, raffinati ed eterei, vivono in un loro mondo un po’ astratto dalla realtà quotidiana. Come i bambini sono capricciosi, incostanti, bugiardi, inaffidabili, egocentrici. Si prendono gioco di ogni cosa, ma si offendono per nulla, sono permalosi e ipersensibili, vendicativi e rancorosi, temono le punizioni e i giudizi. Logum Edè è la bellezza fisica, la delicatezza, la raffinatezza, l’ingenuità e la purezza, l’acqua fredda e cristallina dei ruscelli di montagna. Principe delle arti, ama la musica e la pittura, l’allegria e la spensieratezza. Logum Edè è l’eterno fanciullo che vive dentro di noi, è il desiderio di novità e di gioco, è il fischiettare o il cantare quando siamo contenti, è l’assaporare il piacere i una festa o di una gita in compagnia, è tutto ciò che viviamo per la prima volta, quell’emozione particolare del primo sguardo, del primo incontro, del primo bacio, del primo amore…

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