martedì 19 luglio 2011

Poesia? II

Psicologia di un vinto

Io, figlio del carbonio e dell'ammoniaca,


Mostro di oscurità e splendore,
Soffro, dall'epigenesi dell'infanzia,
L'influsso cattivo dei segni dello zodiaco.
Profondissimamente ipocondriaco,
Quest'ambiente mi causa ripugnanza...
Mi sale alla bocca un'ansia analoga all'ansia
Che esce dalla bocca di un cardiaco.

Già il verme - quest'operaio delle rovine -
Che il sangue marcio delle carneficine
Divora e alla vita generalmente dichiara guerra,

Sta scrutando i miei occhi per consumarli
E mi lascerà solo i capelli,
Nella freddezza inorganica della terra.

(traduzione di Piero Ceccucci)
***
Augusto dos Anjos (poeta brasiliano, Engenho do Pau-d'Arco 1884 - Leopoldina 1914).
Dopo essersi laureato nel 1907 presso la Facoltà di diritto di Recife, si dà all'insegnamento prima a Pessoa e poi a Rio de Janeiro dove si trasferisce con la giovane moglie Ester. Nel 1912 pubblica il suo unico libro di versi Eu, che arricchito di alcune poesie inedite verrà riproposto postumo nel 1920 con il titolo di Eu e autras poesias. La sua poesia è di non facile collocazione critica, nonostante alcuni studiosi vi abbiano individuato non pochi elementi inconfondibili dell'estetica simbolista. Muore giovanissimo a seguito di complicanze sopraggiunte ad una banale influenza.





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